• Mer 12 Mar 2025

Storia di un Alambicco

Ormai sono più spesso in Canton Ticino che in Lombardia, non perché mi allontani dalla mia amata Regione, ma perché soggiornare in montagna per me è come acquisire nuove vite, nuove conoscenze e vivere in modi diversi. I miei soliti amici e compagni di avventurosi viaggi alpini decisero, quindi, di portami a far visita ad un grande ristoratore per affrontare un pranzo luculliano, ma prima…

Qualche mese fa l’amico Sergio Peverelli, responsabile della regia degli alcoli per il Ticino, con numerose personalità e giornalisti cantonali ha inaugurato il nuovo alambicco a Bosco Luganese. Subito gli amici hanno riunito un gruppetto di amanti grappaioli per andare in visita al nuovo impianto.
Dopo un’ovvia richiesta di accoglienza, che non poteva mancare, siamo stati ricevuti con grande amicizia e cordialità. Ci sono stati dati immediatamente ampi ragguagli sulle loro tecniche di distillazione, senza tralasciare una piccola dimostrazione pratica. E così abbiamo anche avuto la possibilità di apprendere la storia degli alambicchi del villaggio.
Come un poco ovunque in Ticino, anche a Bosco in passato esistevano diversi alambicchi di vecchia generazione, detti ” fuoco diretto”, sia pubblici che privati, nei quali la distillazione avveniva in due fasi. Nella prima si distillavano le vinacce e da queste usciva la cosiddetta “Flemma” nella seconda si distillava la flemma dalla qualesi otteneva la vera grappa, dopo aver eliminato la testa. Per ottenere una buona grappa nella seconda fase si usava della legna (noce o frassino) che non facesse fiamma ma che mantenesse sempre una bella brace. In questo modo la grappa scendeva in modo lento e regolare.
Con il passare degli anni questi alambicchi vennero saldati con il piombo e messi fuori uso dalla Regia degli alcoli uno dopo l’altro. L’unico a sopravvivere fu l’alambicco ” Pianca ” che continuò l’attività fino al giorno in cui un gruppo di appassionati fondò il consorzio (1982). Con un prestito del Cantone di 10.000 Franchi (investimento agricolo senza interessi) rimborsabile in 10 anni venne acquistato un alambicco di nuova generazione (bagno maria) e con deflemmatore così che la distillazione avvenisse in una sola fase. Sono passati più di 30 anni e anche questo alambicco ha fatto il suo tempo.
Il Comitato ha inoltrato quindi richiesta al comune di Bioggio (con il quale nel frattempo Bosco è stato aggregato) di finanziare l’acquisto di un nuovo alambicco di ultima generazione di 150 litri con riscaldamento a legna per un costo totale di 30.000 Franchi. Credito deliberato nel novembre 2013; parte di esso è stato assunto dal comune (25.000 franchi) e parte dal consorzio (5.000 franchi) restituibili in 10 rate annuali. Quanto abbiamo imparato! Aver visto questo alambicco funzionare ed assaggiare il prodotto ci ha lasciati gonfi di sincera ammirazione.

Bravi ragazzi, mi avete portato in un pasto dove la storia cammina sempre verso nuovi orizzonti. Complimenti anche al Comitato che ha messo in azione questo splendido “piccolo” alambicco.

La Storia continua, ma ora andiamo al “Crotto”, ottimi piatti, ottimi vini e ottima grappa appena fatta.

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